I più importanti medici ed esperti di medicina estetica si riuniscono a Caserta, sabato prossimo, presso il Grand Hotel Vanvitelli, in occasione dell’ottavo congresso nazionale della Sirna, la società italiana di radiofrequenza non ablativa. Dalla rigenerazione della pelle, all’ alimentazione, dalla tricologia alle nuove tecnologie medicali: tanti i temi in agenda, tanti i tavoli di lavoro, di cui si occuperanno i massimi esperti del settore, nell’ormai consueta due giorni casertana, moderata dal giornalista Michele Cucuzza. Alle diverse sessioni di lavoro, che si succederanno per tutta la giornata di sabato e nella mattinata di domenica, partecipano docenti come Marcellino Monda, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, Giuseppe Argenziano, responsabile della clinica dermatologica sempre dell’Università Vanvitelli, Giovanni Messina del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università degli studi di Foggia.

La Sirna organizza il convegno in partnership con GIDERma, gruppo internazionale di ricerca in dermatologia correttiva, estetica e rigenerativa, rappresentato dalla presidente, Elisabetta Fulgione. Sarà presente Andrea Servili, presidente Nazionale di TME (tutela medici estetici) sindacato di medicina estetica, insieme ad Emanuele Bartoletti presidente Sime (società italiana di medicina estetica) direttore della scuola internazionale di medicina estetica della fondazione Fatebenefratelli. Per la prima volta, è previsto un contributo del direttivo nazionale di APME (associazione pazienti di medicina estetica).

“Gli obiettivi di questa due giorni sono tanti- spiega Gianluca Russo, medico estetico e presidente della Sirna- certamente, è importante fare il punto sulle novità principali in un settore in continua evoluzione qual è la medicina estetica, ma anche dare voce all’esigenza, largamente condivisa, di una sua più severa regolamentazione. Le tecniche, i macchinari, i prodotti utilizzati sono sempre più raffinati e sempre più innovativi- aggiunge Russo- richiedono una formazione specifica da parte dei medici, essenziale sia per la tutela dei pazienti che per la nostra categoria”.

 

 





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