di Mario De Michele

Vittorio Lettieri sta alla coerenza come Superman alla kryptonite. Il candidato sindaco scuoiato alle ultime comunali dal primo cittadino rieletto Vincenzo Santagata non si è per nulla ripreso dalla raffica di sberle sferrategli dagli elettori di Gricignano. È rimasto imbambolato. Da un lato fa compassione: non ha solo perso, ha fatto una figura di m… peggiore di quella storica di un suo predecessore. Dall’altro non è giustificabile che un aspirante sindaco con alle spalle 5 anni di amministrazione comunale, seppur di opposizione, sia così evanescente e discrepante sotto il profilo politico e caratteriale. Per guidare una città bisogna possedere gli attributi sia sul piano amministrativo che personale. Vittorio Lettieri ha deluso tutti e su tutti i fronti. Nessuno o quasi ricorda che è stato consigliere di minoranza ai tempi della gestione di Andrea Moretti. Durante la campagna elettorale per la corsa al municipio ha mostrato in pochi giorni tantissimi difetti e pochissimi pregi. Il deficit maggiore che ha allargato in modo stratosferico la forbice tra Lettieri jr e Santagata si è manifestato sotto la forma della presunzione. Si è comportato da ragazzino bizzoso e tronfio travestendosi da uomo del popolo (in Mercedes) solo nelle giornate elettorali. “Buongiorno, buona sera, arrivederci”, saluti mai rivolti a nessuno, divenuti consueti nella stagione della caccia al voto. Una piroetta comportamentale talmente clamorosa da trasformarsi in boomerang. “Chist è scem? Ci ha sempre scansati e mo’ ci saluta? Ma v...”, si dicevano giustamente i cittadini tra di loro. L’autodistruzione di Lettieri figlio è iniziata con l’impostazione della campagna elettorale. Tra l’ilarità e lo sconcerto generali è salito sul banco dell’inquisitore. Quante  risate miste a sdegno! Gli elettori si sono chiesti increduli: “Lui che capeggia il manipolo di persone che hanno azzannato per decenni il Comune si erge a moralizzatore della politica? Ma ci fa o ci è?”.

Noi non abbiamo mai avuto dubbi: ci fa. Vittorio Lettieri è un calcolatore spietato. Nella disputa elettorale non ha avuto scrupoli nel gettare tonnellate di letame su Santagata, la sua famiglia e la sua lista. “Sono un comitato d’affari”, tuonava il figlio di Andrea, sindaco e politico tra i dominus di Gricignano per oltre 30 anni. E aggiungeva: “Noi siamo il nuovo”. Stupidaggini talmente colossali che confermano la malafede di Lettieri jr. Ci fa. Non ci è. Senza "scuorn" dialoga via social (esiste solo nel virtuale, ecco perché ha preso solo 3 voti su 10) con un “signore” che, oltre a fare 2-3 volte all’anno il turista a Cuba non per motivi politici, più volte in pubblico, in strada e dal palco, ha chiamato camorrista Lettieri padre.  Non ne facciamo il nome perché è disgustante. Si tratta di un plurinquisito. Siamo stati costretti ad occuparcene quando era un “personaggio” pubblico (com’è ridotta la politica!). Eppure il giovane Vittorio si confronta amabilmente con colui che considera suo padre un malvivente abituale. Lui stesso non disdegna di tentare di screditare biecamente lo scrivente (leggi il post).

Il legalitario Vittorio, allineandosi alle accuse dello stesso soggetto che appella come camorrista Andrea Lettieri, scrive che avrei pubblicato una notizia “pagata logicamente…”. Che faccia di c… Ha il coraggio di fare insinuazioni infamanti proprio lui che “sotto la pompa” mi ha offerto più volte soldi assieme a suoi candidati e ad una persona importante di famiglia per dargli una mano in campagna elettorale. Anche ingenti somme di danaro. A patto di attaccare il suo avversario. Ovviamente il sottoscritto ha sempre rifiutato le “consistenti offerta”. Non è motivo di vanto. È solo deontologia. Chi è il “ricottaro”? Caro avvocato Vittorio Lettieri, non è così? Nega? Mi auguro che lo faccia per iscritto. Cacci gli attributi. Per una volta. È facile fare il “simpatico” su Fb. I social sono pieni di pagliacci. E a lei piace dilettarsi con i webeti. Addirittura anche con quelli che considerano suo padre un camorrista. Quel padre che ha avuto le palle di denunciare per diffamazione il losco figuro che durante vari comizi lo ha accostato alla criminalità organizzata. Si dice “tale padre, tale figlio”. Non in questo caso. Egregio avvocato Vittorio Lettieri, suo padre, nel bene o nel male, è un uomo. Non un buffone.

P.S. Se Vittorio Lettieri sta alla coerenza come Superman alla kryptonite, c’è chi lo batte. Tra i due “mi piace” al commento social figura tale Andrea Tarantino. Chi è? Si occupa del portale fondato dalla famiglia Lettieri, ha curato l’ufficio stampa di Santagata nella sua prima sindacatura e si è occupato della comunicazione di Vittorio Lettieri nell’ultima campagna elettorale (guarda la foto in basso). Esimio voltagabbana di professione, nemmeno i membri della gang de “Le Iene” di Tarantino (quello intelligente) hanno fatto peggio di lei.

 

 

 





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