Metti assieme Salvatore Compagnone ed Eugenio Di Santo e il gioco delle carte riesce alla perfezione. Da fare invidia ai super esperti di piazza Garibaldi a Napoli. Dopo gli anni bui dell’Alto Medioevo il gatto e la volpe ne hanno fatto un’altra. Sciocchezze rispetto al passato decadente, potreste dire, ma poi mica tanto. Grazie all’inchiesta di Campania Notizie ha chiuso i battenti lo studio (il)legale del funzionario comunale Compagnone, operativo in via De Gasperi fino a circa un mese fa. Il 16 luglio i vigili urbani (era ora) hanno effettuato un sopralluogo. Ops! Sorpresa: locali completamente vuoti. Lo sfratto era avvenuto due giorni prima. Il destino è baro e cieco. In questo caso è stato solo baro, come chi gioca alle tre carte. E qui entra in gioco l’ex sindaco. Nel marzo di quest’anno Compagnone ha conferito alla Building Immobiliare l’incarico (scadenza il prossimo settembre) di affittare l’appartamento. La società di Di Santo dichiara che l’abitazione non è arredata.

Dovremmo esultare. Stiamo dicendo da tempo che la residenza di Compagnone e dei suoi tre figli in via De Gasperi è fittizia. A differenza di Di Santo però amiamo la verità. E ci corre l’obbligo di ribadire che l’appartamento era arredato, eccome. Come studio legale. L’ex primo cittadino mente. Lo diranno in qualsiasi sede i clienti dell’avvocato Compagnone. Alcuni di loro si sono recati presso lo studio, impeccabilmente ammobiliato, pochi giorni prima del blitz effettuato dalla polizia municipale il 16 luglio. È tutto documentabile con foto e video.

Di Santo non è l’unico bugiardo. Le menzogne maggiori, sotto il profilo penale e tributario, le ha dispensate il funzionario comunale. Lo studio legale in via De Gasperi è già operativo quando nel 2003 Compagnone trasferisce la sua residenza da via Montale, dove viveva con la famiglia. Nel 2012 anche i tre figli diventano residenti della strada che conduce al centro della città. Solo la moglie resta in via Montale. Perché avviene il fittizio cambio di residenza? Per risparmiare sulle tasse. Compagnone non ha mai versato i tributi per uso ufficio risparmiando la bellezza di circa 15mila euro. E menomale che è il responsabile Affari legali del Comune. A proposito ora in bella vista c'è la nuova targhetta del citofono (nelle foto in basso prima e dopo) senza il nome dell'apprezzato Andrea Lampitelli che si è messo in proprio più di 6 anni fa.

Come se non bastasse il funzionario comunale ha beneficiato anche delle detrazioni fiscali su quella che sulla carta è poi risultata prima casa. Dal 2014 infatti le detrazioni dell’imposta sugli immobili comunali (Ici) non sono state più applicate sul nucleo familiare ma sull’intestazione dell’immobile e sulla residenza del proprietario. In sostanza l’avvocato, la moglie e i suoi figli hanno sempre vissuto nell’abitazione di via Montale ma la famiglia Compagnone ha beneficiato delle detrazioni sull’Ici anche su quella di via De Gasperi. Sempre per un destino baro, ci risulta che il 16 luglio (giorno del sopralluogo) il funzionario comunale ha ricambiato sulla carta la residenza trasferendola da via De Gasperi nel suo vero nido familiare di via Montale.

E lo studio legale che fine ha fatto? Dubitiamo che sia stato chiuso. Per caso, o meglio per un destino baro, si è trasferito assieme a Compagnone? Un immobile di valore e accogliente sarebbe quello accanto alla sua abitazione sempre in via Montale, di proprietà della moglie (nelle foto in basso). Per l’avvocato sarebbe una soluzione a costo zero. Per i clienti non cambierebbe nulla. Continuerebbero a sborsare cospicue somme per le parcelle. C'è chi è senza lavoro da anni e chi ne ha due. Così gira il mondo.

Mario De Michele

 





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