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Giuseppe Dell’Aversana che svolge il ruolo di sindaco come se stesse alla guida di un circolo ricreativo. Il suo vice, Caterina Tizzano, assenteista per professione, sostituita sul piano istituzionale in tutto e per tutto dal marito Elpidio De Prete. Salvatore Compagnone più che un funzionario comunale si comporta come il padrone della città e fa il bello e il cattivo tempo sotto gli occhi dell’universo mondo. Sostenere che Sant’Arpino è allo sbando è fare un complimento agli attuali amministratori locali. Dell’Aversana è impegnato tutta la giornata a rendere pubblici tramite Fb i successi della maggioranza, tra cui spiccano le strisce pedonali, la buca tappata col cartongesso, l’esistenza del genere umano e altri risultati mirabolanti. Obiettivi “straordinari” centrati grazie all’indefesso lavoro suo e della sua giunta. Dell’Aversana resterà sicuramente nella storia anche perché ha portato l’aria a Sant’Arpino garantendo la sopravvivenza dei cittadini. Sindaco, la ringraziamo a nome di tutti i santarpinesi. Ha evitato una strage di innocenti. Sulle cose frivole il primo cittadino è meno attento e per nulla social. Se ne strafotte dello sperpero di denaro pubblico per l’acquisto nel periodo estivo di 10 raffredatori (nelle stanze comunali ne sono apparsi solo 5, gli altri dove sono finiti?). Fa lo gnorri sulla realizzazione abusiva di un immobile in via Sturzo. Si trincera dietro ai funzionari di fronte a palesi violazioni di legge.

Si lava le mani se il responsabile comunale agli AFFARI LEGALI, l’allergico alle merendine Compagnone, è sotto inchiesta per truffa, ha evaso le tasse e solo per dirne un’altra svolgeva l’attività di avvocato contra legem. Non si illuda, il caro dell’Aversana. Campania Notizie non mollerà la presa. La giustizia sarà pure lenta però prima o poi arriva. E quando fioccheranno gli avvisi di garanzia le lacrime di coccodrillo non serviranno ad assolvere gli amministratori, anzi peggioreranno la loro posizione. Tutti sapevano, nessuno ha fatto nulla. A vario titolo, si chiamano omissione e abuso d’ufficio, danno erariale e altri reati di rilevanza penale e contabile. L’ultima vergognosa lavata di mani del sindaco (restano sempre sporche, è inutile sperticarsi in post tragicomici) riguarda la rimozione delle gigantesche piante abusive interrate nei marciapiedi davanti all’abitazione di Compagnone. Una situazione che contempla all’unisono la violazione di una decina di normative.

Seppur con estremo ritardo, il capo dell’Utc ha finalmente redatto una relazione sulla vicenda. Le piante sono abusive. Impediscono il passaggio ai pedoni. Mettono a repentaglio l’incolumità degli automobilisti e via dicendo. Lucio Falace, comandante dei vigili urbani e vicino di casa di Compagnone, compagni di merenda perché spesso mangiano assieme, ha trascorso gli ultimi 15 anni sulla Luna. Infatti cade sempre dalle nuvole. Dopo mesi però si è finalmente addivenuti alla conclusione che quelle piante in via Montale, angolo via Plauto, devono essere sradicate. Finalmente sarà ripristinata la legalità, direte voi. Niente di tutto questo. Dell’Aversana ha detto che se ne frega di questo caso vergognoso perché il Comune non ha le risorse per togliere le piante, visto che si trovano lì all’insaputa di Compagnone. In primis invitiamo il sindaco a non guardarsi allo specchio per un mesetto per non essere preso dalla voglia di lanciare uno sputo verso l’immagina riflessa.

In secondo luogo, diamo fin d’ora la disponibilità a coprire, come Campania Notizie, le spese per la rimozione delle piante. Ci faccia pervenire un preventivo e provvederemo. Un altro stimolo per Dell’Aversana ad uno schizzo salivare di fronte allo specchio di casa sua è la vicenda pirandelliana del ruolo del vicesindaco. Al cospetto di Caterina Tizzano lo scrittore di Girgenti avrebbe inserito anche lei e il consorte tra i personaggi del suo romanzo “Uno, nessuno e centomila”.

Chiedersi se il vero braccio destro del sindaco è Tizzano o il marito Del Prete è molto più di una domanda retorica. Migliaia di persone sanno, per esperienza diretta, che le funzioni di vicesindaco sono svolte da Del Prete. È lui che è quotidianamente presente, che si aggira tra gli uffici comunali, che svolge l’attività amministrativa, accedendo anche a dati sensibili (addio privacy) senza aver alcun titolo. Il vicesindaco Tizzano è un ologramma. Anche in questo caso Dell’Aversana fa finta di nulla e continua a scrivere su Fb “Andiamo avanti”, provocando tra i cittadini un diffuso e notevole rigonfiamento del sacco scrotale. Egregio sindaco, continui così. Avanti tutta. Primo o poi andrà a sbattere contro il muro della magistratura. E avrà bisogno di un chirurgo plastico per rifarsi la faccia della credibilità e dell’onestà.

Mario De Michele






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